Ton Koopman chiede aiuto

Mentre in Italia la musica antica prospera

Ton Koopman chiede aiuto We need help”. Abbiamo bisogno di aiuto. C’è scritto proprio così nel sito dell’Amsterdam Baroque Orchestra , uno dei primi e più importanti complessi della musica barocca “on period instruments”. Uno sponsor olandese, colpito dalla crisi finanziaria, ha cancellato i finanziamenti previsti. E il gruppo, già privato in precedenza dei contributi pubblici, si trova ora costretto a cancellare la tournée pasquale (la Passione secondo Matteo, in varie città tra Spagna, Italia e Germania). E a chiedere a gran voce un “private support”. Contributori di tutto il mondo unitevi, implora Ton Koopman (foto), direttore e anima della musica “antica” europea. E la nostra sponda filologica come affronta le conseguenze della nuova parsimonia governativa? La fortuna, se così si può dire, è che il barocco, tenuto in anticamera dalle Fondazioni lirico sinfoniche e dagli altri enti beneficiari del famigerato Fus, prende la forma di festival e rassegne (che sono in realtà mini stagioni) e per questo beneficia dell’aiuto degli enti locali, più che del governo nazionale. L’antica, insomma, è autonomista. Resta legata al territorio, ai luoghi dell’arte e della cultura, alla storia di una regione. E d’altra parte è anche transnazionale perché racconta l’Europa e percorre in lungo e in largo le sue direttrici. Più di cinquanta festival del Continente sono infatti consorziati nel Rema (Réseau européen de musique ancienne: www.rema-eemn.net), di cui 14 italiani capitanati da Enrico Bellei, direttore artistico di Grandezze e Meraviglie, l’appuntamento autunnale con l’antica civiltà estense. Ma altri ce ne sono ancora, e fioriscono tra la primavera e l’estate. O Flos colende, la rassegna fiorentina in Santa Maria del Fiore, propone il 18 aprile la Messa sopra l’Aria del Granduca di Banchieri, dedicata al granduca mediceo Ferdinando I, nella ricorrenza dei quattrocento anni dalla morte (1609-2009): ecco l’elemento local. E la affida alle voci dell’Odhecaton, punteggiato da festosi tromboni barocchi, cornetti e organi del Concerto Palatino, entrambi diretti da Paolo Da Col: un rinomato ensemble global. A Mantova “L’Armonia e l’invenzione”, emanazione dell’Ensemble Zefiro, inaugura con Savall (la musica del Re Sole a Versailles, il 4 aprile) e prosegue con un omaggio handeliano (arie d’opera, Roberta Invernizzi e l’ensemble Arion diretto da Prandi, 25 aprile), Haydn e Mozart (Carmignola & Friends, il 2 maggio), fino ai Concerti per violino di Vivaldi (con Brixia Musicalis il 15 aprile) e ai Giochi d’artificio di Händel con lo stesso Zefiro (in cd hanno vinto il nostro “disco del mese”, il 29 maggio). Questi ultimi due appuntamenti, insieme con le arie händeliane della Invernizzi, li ritroviamo pure nella stagione del Collegio Ghisleri di Pavia, che si conclude con le Cantate di Händel e Vivaldi (19 giugno) e tocca il culmine con l’esecuzione del Requiem di Mozart (il Collegio Ghisleri diretto da Carlo De Martini, 11 giugno). E la circuitazione continua. In attesa, a maggio, del Monterverdi di Cremona (3 aprile 2009).


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