Billone – FACE

mezzosoprano Anna Clare Hauf
ensemble PHACE
direttore Leonhard Garms
cd Kairos 0015040KAI

 

Pierluigi Billone è un compositore italiano (è nato a Sondalo nel 1960), ma quasi sconosciuto in Italia, pur essendo un punto di riferimento nel panorama attuale della musica contemporanea – stranezze italiane. Non a caso la Kairos gli sta dedicando un cd monografico praticamente ogni anno: Dopo 1 + 1 = 1 (0012602KAI), Sgorgo Y. N. oO (0015016KAI), ITI KE MI. Equilibrio. Cerchio (0015019KAI), OM ON (0015057KAI) è appena uscito FACE, lavoro su grande scala (un’ora di musica) per voce e 11 strumenti, scritto per Anna Clare Hauf e l’ensemble PHACE che lo hanno tenuto a battesimo nel 2016 a Wien Modern, poi alla Philharmonie del Lussemburgo (dove è stato registrato) e quindi al festival Ultraschall. Ma è entrato anche nel repertorio del Talea Ensemble che lo ha eseguito a New York e a Los Angeles. FACE è l’approdo di una lunga ricerca volta ad individuare un nuovo tipo di vocalità, non più associata all’atto estroverso del canto, a qualsiasi tradizione (colta o no) esso si riferisca. Una ricerca già iniziata con Ke.AN-Cerchio per voce grave (1995), proseguita fino a Quattro alberi (2011) per voce e strumenti, associabile a pochi altri lavori del repertorio vocale contemporaneo, come N’Shima (1975) di Xenakis, un dramma vocale “nudo” per due mezzosoprani e cinque strumenti. In FACE, Billone mira a liberarsi dalle stesse peculiarità della voce, a mettere in scena qualcosa che trascenda sia il suono che il linguaggio (“La voce deve mostrare il vuoto. Prima deve rinunciare alla propria identità e lasciare emergere qualcosa di nuovo”). Il lavoro in comune con la Hauf gli ha permesso di modellare la parte vocale come un “viaggio visionario”, con un materiale sonoro molto vario che sembra partire da una vocalità pseudo-antica, da tragedia greca, per poi perdere gradualmente la parola e il canto (che viene “masticato, divorato, bevuto, sputato, vomitato”), ridursi a gesti elementali, puri “atti vocali”, cui partecipa anche il corpo (ad esempio con i pugni sul petto). FACE è un lavoro ruvido, petroso, che passa dallo stato di pulviscolo a materia stridente, acida, corrosiva, alle esplosioni della chitarra elettrica, con la voce, silenziosa o urlata, che mostra la sua “nudità espressiva” e “nuda espressività”. È una musica “fossile”, ma di grande seduzione, con un fascino ritualistico, arcaico, sacrale, che avrà anche un “sequel”, in un nuovo pezzo per 2 voci femminili e 8 strumenti, intitolato FACE Dia.De, già pronto per Wien Modern 2019.
Gianluigi Mattietti

 

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