Images et Mirages Hommage à Debussy

pianoforte Sandro Russo
cd Steinway & Sons 30105

 

Per quanto suonati con gusto sopraffino, bellezza di suono, proprietà stilistica, i due quaderni di Images non rappresentano il piatto forte di questa bella serie di incisioni di Sandro Russo, perché in quel caso si deve ovviamente competere con esempi nemmeno più commentabili e dei quali non facciamo neppure i nomi (il lettore capirà bene a chi mi riferisco). Ma non è così nel caso di altre pagine molto interessanti che vanno a formare l’impaginato di questo disco. Alcune di queste (e non capisco perché non dare fondo al progetto in questione) comparvero in un album intitolato “Le tombeau de Claude Debussy”. Russo accenna  solo di sfuggita nelle sue note di programma alle caratteristiche di quel volume e mi sembra opportuno qui entrare in qualche dettaglio. Si tratta dunque di una commissione lanciata dall’editore Durand poco prima del 1920 (Debussy era scomparso il 25 Marzo del 1918) e che coinvolse diversi autori per un totale di dieci pezzi: Dukas, Roussel, Schmitt e Ravel erano sotto contratto dallo stesso Durand, mentre Malipiero, Goossens, Stravinskij  e De Falla furono “prestati” dalla Chester e Satie dalla “Editions de la Sirènes”. E vi è anche l’inclusione del nome di Bartók, che non è citato da Durand tra i ringraziamenti alle case editrici concorrenti (non aveva anche lui un editore, all’epoca?). Russo sceglie da questo commovente volume solamente alcuni pezzi. Si ascoltano, nell’ordine, di Florent Schmitt A la mémoire de Claude Debussy, primo numero di Mirages op. 70, scritto nel 1920 e imbevuto di citazioni pianistiche debussiane alcune delle quali facilmente riconoscibili. Poi è la volta di La plainte, au loin, du faune… di Dukas, dove è molto presente il richiamo tematico al Prélude di Debussy, meno quello stilistico, in generale, allo stile debussiano. Conclude l’illustrazione del volume di Durand scelta da Russo l’Hommàge a Debussy di Falla, originariamente scritto per chitarra, ovviamente imbevuto di suggestioni iberiche e di una citazione da La soirée dans Grenade. Invece di continuare in questo senso con il resto del volume, Russo ha voluto procedere in altra maniera. Si ascoltano dunque delle trascrizioni da originali per orchestra (il Prélude à l’après-midi d’un faune a cura di Leonard Borwick, Fêtes trascritto da Vladimir Leyetchkiss) di Lindaraja (originalmente scritto per due pianoforti e qui ridotto da Roger-Ducasse) e di tre melodie (Nuits d’etoile, Il pleure dans mon coeur e Beau soir) arrangiate da Attwood e da Ericourt. Insomma, si tratta di un cd assai interessante anche se dal punto di vista editoriale – lo ripetiamo – si sarebbe potuto procedere con il programma in base all’Album di Durand. Sulle qualità del pianismo di Sandro Russo ho già detto molto in passato e non mi dilungo ancora in elogi. Se poi allo specifico pianistico si aggiunge anche l’inclusione, come in questo caso, di pagine di raro ascolto, il valore della pubblicazione è assicurato.
Luca Chierici

 

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