Mozart La clemenza di Tito

interpreti R. Villazon, J. DiDonato, M. Rebeka, R. Muhlemann, T. Erraught, A. Plachetka
direttore Yannick Nézet-Séguin
orchestra Cahamber Orchestra of Europe
2 cd Dg 4835210
prezzo 28

 

 

Pessima incisione. Direzione cincischiata, con marcata insistenza per sonorità magniloquenti e strappi agogici non solo spesso sgradevoli, ma quasi sempre all’insegna dell’effetto facile alias effettaccio, che in quanto tale è sommamente antimozartiano.
Joyce DiDonato canta bene come sempre ma dà l’idea di timbrare il cartellino, a parte che la sua coloratura ha evidenti stimmate rossiniane che con Mozart stridono. Marina Rebeka ha linea robusta e facilità negli acuti (meno nei gravi), ma fa di Vitellia un’esagitata virago affatto priva di quei ripiegamenti interiori che la renderebbero personaggio ben altrimenti sfaccettato. Non più che corretti Regula Muhlemann quale Servilia e Tara Erraught quale Annio (questa un po’ meglio di quella), duro come un sasso il Publio di Adam Plachetka, il vero problema è Rolando Villazon: che non sembra proprio farsi capace d’essere vocalmente nemmeno più alla frutta ma oltre il digestivo. Portamentoni assurdi e antimusicali; acuti disastrosi nella loro sguaiata apertura del suono, fatto fluttuare (persino nei recitativi!) senza alcun appoggio sul fiato e quindi di confine oltremodo labile con l’urlo scomposto; singhiozzi e cachinni che triturano ogni frase legata e seminano “scalini” pressoché ovunque; una coloratura che se non la senti non la crederesti possibile a gola umana. Per di più avendo ancora nelle orecchie l’allora eccezionale Tito di Glyndebourne.
Elvio Giudici

 

 

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