Myung-Whun Chung Musique française

musiche di Bizet, Berlioz Dutilleux, Saint-Saëns, Fauré Duruflé, Ravel, Messiaen
direttore Myung-Whun Chung
orchestre varie
11 cd Dg 482 8287
prezzo 35,20

 

Il cofanetto apre un interessante spaccato entro il consistente bagaglio discografico del grande direttore coreano, richiamando la nostra attenzione a quel nucleo della cultura francese che rappresenta una fibra fondamentale della sua esperienza sinfonica, pensando ai ruoli istituzionali da lui occupati, in particolare all’Orchestra dell’Opéra Bastille, quale successore di Barenboim, incarico terminato con un burrascoso abbandono nonostante l’ottimo rapporto stabilito con l’orchestra. Uno dei tratti, questo contrasto con le istituzioni francesi, rivelatori del carattere dell’uomo e dell’artista, del suo modo di vivere la direzione, non quale ardimentosa avventura solitaria ma quale esito di una più ampia convinzione. Rigore ma senza protagonismo potrebbe essere la sintesi che abbraccia il suo denso, straordinariamente variegato percorso, convinzione segnata dal fondamentale rapporto con Giulini che volle il giovane coreano come assistente presso la Los Angeles Philharmonic, l’orchestra di cui poi sarebbe stato nominato direttore associato. Una lezione di impegno e di umiltà quella ricevuta da Giulini di cui Chung ha fatto tesoro trasfondendone le segrete tensioni nel suo modo di leggere una partitura, non abbandonandosi a sollecitazioni più abbrividenti né iperboliche ma lavorando all’interno, coi piedi sempre per terra, ciò che ha suggerito quell’equivoco di “normalità” che alcuni insistono a vedere nel suo discorrere musicale. Equivoco che il percorso francese tracciato negli 11 cd smentisce assolutamente chiarendo la determinazione dell’assunto: poca concessione a suggestioni a fior di pelle cui quella musica può tentare né a estetismi estremi per un’eloquenza più radicata, più plastica, come possiamo cogliere dall’ampio spazio occupato da Berlioz, percorso da Chung con quella sotterranea teatralità che è nelle sue corde (pensando all’ampio respiro impresso a Les Troyens con cui aveva inaugurato La Bastille), teatralità innervata nella musica, senza enfasi né retorica. Non meno sfolgorante il momento raveliano, con Daphnis et Chloé, per il senso abbacinante, panico da cui ti senti avvolto. Prezioso capitolo della raccolta è quello dedicato a Messiaen, altro personaggio che entrò nella vita di Chung con una intimità avvolgente nell’introdurlo ai magici sfondi delle sue partiture da quello turbinoso di Turangalila – la cui registrazione vedeva presente lo stesso autore – alle madreperlacee screziature di Eclairs sur l’Au-Delà.
Gian Paolo Minardi

 

 

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