Poema 2. Terra Nova Musiche di Richard Strauss, Ian Cusson

direttore Alexander Shelley
orchestra Canada’s National Arts Centre
cd Analekta

Il rapporto di Alexander Shelley con i poemi sinfonici di Richard Strauss ha origini lontane, quando al concorso di Leeds del 2005, che avrebbe vinto, gli fu assegnato Tod und Verklärung. Questa frequentazione sta un poco alla volta estendendosi verso la sala di registrazione grazie al progetto Poema, che accosta a una delle grandi pagine sinfoniche del Tedesco una nuova commissione, affine per concezione e tematiche. Protagonista è l’orchestra canadese del National Arts Centre, con sede ad Ottawa, di cui Shelley è direttore musicale dal 2015. Compagine che all’ascolto si rivela flessibile e caratterizzata dalla tipica luminosità brillante all’americana: non sembra un’orchestra da impasti suadenti, alchimie misteriose o densità, ma è piuttosto assimilabile a quel razionalismo timbrico-espressivo che deriva dalla consuetudine con un repertorio esteso che va dal Settecento europeo alla musica contemporanea da film. Se lo Strauss qui proposto è l’inflazionato Also sprach Zarathustra, di cui francamente non sarebbe necessaria l’ennesima registrazione, per quanto esuberante e ben sbalzata, più interessante è il brano che vi conduce: 1Q84 di Ian Cusson (classe 1981), che nasce su ispirazione dell’omonimo romanzo di Haruki Murakami. Al di là del tema para-nietzscheano, – i due personaggi, Aomame e Tengo, navigano in paesaggi mutevoli alla ricerca di verità, connessione e significato in un mondo che nega ogni certezza -, il lavoro si propone come un ascolto tutt’altro che impenetrabile, anzi, abbraccia il lato più immediato e fruibile della produzione contemporanea, risultando ben accostato allo Zarathustra straussiano.
Paolo Locatelli


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328 Settembre 2026
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