Strauss – Salomé

[interpreti] S.Soloviy, C. Finucci, L. Gramegna, F. Scaini
[direttore] Massimiliano Caldi
[orchestra] Internazionale d’Italia
[2 cd] Dynamic 572/1-2

Riplasmata dall’autore che, all’indomani della prima di Dresda nel 1905, voleva provarsi a impiegare il testo originario francese di Wilde, l’opera diventa quindi Salomé ma nella sua sostanza resta sempre Salome: opera tedesca tradotta, tedesca nei colori impartiti a consonanti e vocali, che quindi solo con fatica e non senza palesi forzature della prosodia musicale s’adatta al letto di Procuste della differente ancorché originale lingua. Ritrovato comunque a Monaco il manoscritto, non era male l’idea (perché a questo servono i festival, costituzionalmente diversi dalla normali stagioni) di riproporla a Martina Franca, nonostante la cronica povertà di mezzi si concili abbastanza male con l’ambizione d’abbordare partiture di simile intimidente complessità. Difatti l’orchestra suona non certo benissimo, benché il giovane milanese Massimiliano Caldi riesca a ottenere una tale quale quadratura musicale, schiarendo e alleggerendo quanto più possibile onde consentire alla piccola, aspra, stridula voce di Sofia Solovij, fissa più d’un fischietto ed espressiva del pari, d’essere in qualche modo percepita, benché la cosa non sempre comporti un vantaggio. Grandi mezzi resi bradi dalla povertà tecnica quelli del baritono Costantino Finucci, mentre Francesca Scaini persevera nella sua vocalità tutta colpi di glottide Gencer-style, ma senza il senso stilistico dell’evidente (e deleterio) modello.

Elvio Giudici

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246 - Novembre 2019
Classic Voice