Ciaikovskij – Iolanta – Maggio musicale fiorentino

interpreti V. Yastrebova, Y. Bannik, M. Zalasinski, V. Grivnov
direttore Stanislav Kochanovsky
regia Mariusz Trelinski
teatro dell'Opera 
FIRENZE

Iolanta-3-foto-Krzysztof-BielinskiProtagonista visivo di Iolanta, l’ultima opera di Ciaikovskij, è un giardino incantato di fiori, in un castello medievale in cui vive, isolata dal mondo e ignara dalla sua menomazione, la cieca fanciulla figlia del re di Provenza; ma per l’allestimento con cui si è inaugurato il 79° Maggio Musicale Fiorentino il regista polacco Mariusz Trelinski e lo scenografo Boris Kudlička hanno ripensato la leggendaria vicenda in uno spaventoso bosco oscuro di alberi sospesi e sradicati, pervaso da proiezioni di cervi, entro cui si erge un casino di caccia dove vive la fanciulla. Scomparso nei costumi di Marek Adamski, moderni e tutti giocati, come le gelide luci, tra il bianco e il nero (soltanto la dolce fanciulla apparirà poi in un vestitino azzurro come una Biancaneve), ogni riferimento favolistico o di antico: così i due cavalieri Robert e Vaudémont sono degli sportivi (con tanto di sci in spalla), il re Renato un militare tutto nero, le ancelle servette anni Cinquanta. Lettura estrosa, animata da un continuo rotare del casino e da movimenti molto vari e animati dei protagonisti, ma coerentemente priva dei colori di cui Iolanta non conosce il significato; cui si possono rimproverare solo certe forzature di gusto americano (lo spettacolo nasce a Varsavia e al Metropolitan) come l’infantile finale in cui tutta la servitù si schiera dietro i protagonisti per le foto di matrimonio (e Ciaikovskij ha composto un canto alleluiatico di grazie alla luce e al Creatore), o quando il brillante Robert esce dal fondo del bosco rimettendosi in ordine i pantaloni.
Iolanta-Teatr-Wielki-Opera-Narodowa-photo-Krzysztof-BielinskiSul piano musicale, strepitosa prestazione dell’orchestra del Maggio, cui il direttore Stanislav Kochanovsky (già apprezzato a Firenze nello Schiaccianoci) ha richiesto sonorità di particolare delicatezza ed eleganza, valorizzando appieno gli interventi vocali, togliendo alla scrittura ciaikovskiana l’enfasi di certi passaggi, e restituendole tutto l’incanto favolistico e una vena di simbolismo e di religiosità piuttosto insoliti al maestro della “Patetica”. Molto brillante anche il cast vocale, con Victoria Yastrebova, la cui voce limpida ed elegante ha disegnato un’incantevole Iolanta, il basso Ylia Bannik come nobile René, il baritono Mikolaj Zalasinski, incisivo nei panni di Robert; mentre a Vsevolod Grivnov, di vocalità calda e raffinata, con qualche eco di Gedda, si deve rimproverare l’emissione forzata nel registro acuto. Abbastanza convinta la risposta di un pubblico un po’ disorientato, che di fronte a una “novità assoluta” per Firenze, non sapeva dove applaudire i pezzi chiusi di questa bellissima Iolanta.
Cesare Orselli

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