Pizzetti – Assassinio nella Cattedrale

orchestra e coro della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
direttore  Claudio Scimone
dvd    Sony 88843006709  
prezzo 20

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Da lungo tempo a Parma, città natale di Pizzetti, si coltivava il progetto di rappresentare nel  Duomo L’assassinio nella cattedrale (come pure quello del Fra Gherardo, opera proprio ambientata nella Parma medioevale), sfumato poi come altri tentativi di sottrarre il compositore all’insidia dell’oblìo. Sarà poi merito di Bruno Bartoletti se l’opera riapproderà al Regio nel 2002. L’idea di ricreare  la Cattedrale di Cantherbury, dove Eliot ha ambientato il dramma, entro una scenografia naturale sarà tuttavia ripresa a Bari nella Basilica di San Nicola e successivamente a Milano dove nell’estate del 2012  l’opera di Pizzetti verrà rappresentata  in Duomo, in occasione del 1700 anniversario dell’Editto Costantiniano. Possiamo ora rivivere la particolare suggestione di quell’avvenimento grazie a questo dvd  che rinnova, attraverso un raffinato quanto abilmente contrastato gioco di riprese, la tensione drammatica di quest’opera, tra quelle del nostro musicista senza dubbio la più efficace grazie anche alla stretta consonanza drammaturgica con il testo di Eliot, col suo taglio scabro tra la tragedia greca e il mistero medioevale . Un incontro raro dove quel fondersi di parola e musica in un declamato che rifuggendo da compiacimenti estetizzanti, rischio non sempre evitato dal compositore nel precedente rapporto con D’Annunzio, è innervato da una necessità espressiva  sembra riflettere gli stessi intendimenti del grande poeta il quale, riguardo al dramma ispirato dalla figura storica di Thomas Becket, affermava di aver sorvolato sulle vicende per concentrarsi “on death and martyrdom”. Un dramma, infatti, che non presenta evoluzione, centrato sul tormento di un uomo già votato al martirio, anzi tentato ambiguamente dal martirio, ciò che genera nel profilo interiore del protagonista fortissime contrapposizioni. Il linguaggio di Pizzetti ne diventa il naturale prolungamento, attraverso quel declamato irrorato dalle linfe di una musica che se per lunghi tratti agisce come sostegno più sopito, nei lunghi pedali che fungono da catalizzatori di una tensione sempre in agguato, a volte affiora con una forza di eloquio e con una potenzialità emozionale insottraibile; allo stesso modo con cui tale vena, intrisa di quegli umori popolareschi che fanno di Pizzetti un autentico cantore della sua terra natìa, penetra entro la più complessa trama corale, illuminandola di luci sottilmente screziate. Motivazioni che trovano una traduzione reale nell’impianto austero di questa proposta milanese che vede al centro l’intensa, sofferta presenza protagonistica di Roberto Scandiuzzi attorno al quale si muovono con sicura partecipazione gli altri interpreti, insieme all’orchestra e coro della Veneranda Fabbrica del Duomo e del coro voci bianche della Corale Verdi di Parma, il tutto regolato dalla bacchetta di Claudio Scimone; si aggiunge nel ruolo di recitante la presenza prestigiosa di Josè Carreras.
Gian Paolo Minardi

 

 

 


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270 Novembre 2021
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