Dopo 100 anni si possono ascoltare

Trovati tesori dicografici in un'urna sigillata nel 1907

Dopo 100 anni si possono ascoltare Erano stati accuratamente imballati e deposti all’interno di due contenitori di piombo e ferro con l’istruzione precisa di non toccarli per almeno 100 anni. Il luogo dell’inquietante scoperta è un magazzino del Teatro dell’Opera di Parigi, dove giacevano indisturbate da un secolo una serie di dischi contenenti incisioni storiche dei primi del Novecento. Nel 1907 fu organizzata una cerimonia dalla quale l’allora direttore newyorkese della Grammophone Co., Alfred Clark, avrebbe ricavato pubblicità gratuita per la sua casa discografica e per quei dischi in ceralacca che avrebbero soppiantato i più antichi cilindri di cera. Con più attenzione alla cultura, invece, L’Opera parigina voleva invece conservare per i posteri uno spaccato dei gusti musicali d’inizio secolo. Tant’è che nel 1912 vi aggiunse altri 24 dischi e due nuove casse nelle quali pose anche un grammofono con abbondanza di puntine di ricambio e istrizioni per l’uso. Scaduti i 100 anni la Emi, erede del patrimonio, ha rotto i sigilli e ha messo su tre cd il materiale recuperato e ripulito. Sono saltate fuori, fra l’altro, le voci di Enrico Caruso e di Francesco Tamagno. I riversamenti su supporto digitale stanno uscendo in Francia in questi giorni (negli Usa in aprile) con il titolo di Les Urnes de l’Opera. In futuro verrà anche studiato un sistema per leggere i microsolchi senza dovervi appoggiare la puntina, causa di usura e fruscii (23 febbraio 2009).

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