Intervista a Jonas Kaufmann

Il tenore canterà all'Arena. Debutterà anche in un nuovo titolo alla Scala?

Un disco e una missione: riportare l’operetta al rango dell’operona, “perché in fondo anche Lehár può affascinare come Puccini”. Se lo dice Jonas Kaufmann, che sta studiando per Tristan und Isolde, mentre si prepara a un lungo tour europeo in undici tappe a base di Johann Strauss e canzoni popolari viennesi, ci si deve credere per forza. A scavar bene, nel suo ultimo disco Sony si troverà l’humus musicale in cui il tenore ha piantato le sue radici, quando la nonna gli cantava Johann Strauss e il nonno, intuendo il talento del nipote, si prese cura di pagargli le prime lezioni. Un viaggio negli affetti e nella Vienna Felix che approderà all’Arena di Verona il 28 giugno 2020, unica data italiana dell’anno, “e sarà anche il mio debutto in Arena – spiega Kaufmann – dopo esserci stato solo da spettatore”, quando scendeva in Italia per le vacanze sull’Adriatico.
Kaufmann, perché l’operetta?
“Perché sono i miei primi ricordi musicali, perché credo che al di là dei pregiudizi sia un mondo da riscoprire. Mi ha sempre messo di buon umore, sia da bambino, sia da studente, quando mettevo su Fledermaus con Carlos Kleiber. E non si creda che sia più facile cantare Lehár: devi sempre cercare di rimanere leggero, semplice come un niente, anche quando l’orchestra raddoppia la melodia”.
Quali altre sfide l’attendono nei prossimi mesi?
“Il 18 novembre debutterò Die tote Stadt a Monaco, con Kirill Petrenko e la regia di Simon Stone. Cantare Paul in quel titolo è una sfida molto difficile: c’è un’orchestra gigantesca da superare, pensata da un compositore che a vent’anni non sapeva fare economia di mezzi. Ma che capolavoro!”.
La si attende in Arena. E poi?
“A Verona non vedo l’ora di debuttare. Un collega mio amico mi ha sempre sconsigliato di cantarci: troppo caldo, troppo freddo, la pioggia. Ma non mi interessa. Quando hai 14.000 persone davanti dimentichi tutto. In Italia c’è qualche contatto con la Scala per i prossimi anni. C’è un titolo che non ho mai cantato e che mi piacerebbe fare proprio lì…”.

L’intervista completa di Luca Baccolini a Jonas Kaufmann sul numero di novembre di “Classic Voice”. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html

 

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246 - Novembre 2019
Classic Voice