Rossini 2018, si parte

Alla Scala la Messa "verdiana" in suo onore. E tra gli altri anniversari in arrivo, Bernstein e Debussy

Se i numeri hanno una loro influenza, il 17 porta male pure all’anagrafe. Quello che ci lasceremo tra un mese alle spalle è stato un anno particolarmente povero di anniversari. Si è dovuto ricorrere ai 450 dalla nascita di Monteverdi o ai 150 di quella di Umberto Giordano per ravvivare il paniere. Con il 2018 si volta pagina. L’anno che verrà è carico di ricorrenze. S’inizia con Rossini, morto nel 1868. E non solo Classic Voice gioca d’anticipo pubblicando in questi giorni il disco della sua poco nota musica strumentale eseguita dai magnifici virtuosi della Budapest Festival Orchestra diretta da Fischer. Anche il Teatro alla Scala dà il via agli omaggi proponendo la “Messa per Rossini” che Verdi realizzò commissionando le varie parti ai compositori italiani allora più in voga: Antonio Buzzolla, Antonio Bazzini, Lauro Rossi, Carlo Pedrotti, Antonio Cagnoni, Carlo Coccia, Pietro Platania e altri oggi altrettanto sconosciuti. Conclusa dal “Libera me” che Verdi poi riutilizzò nel suo Requiem, la Messa – alla fine non eseguita per le consuete diatribe che animano i comitati celebrativi – è stata riscoperta solo nel 1986. Alla Scala la dirige Riccardo Chailly dal 10 al 15 novembre, con un cast capeggiato dall’ex Butterfly Maria José Siri cui seguono Veronica Simeoni, Giorgio Berrugi, Simone Piazzolla, Riccardo Zanellato.
Dopo Rossini l’altro grande, immenso, nome da ricordare sarà Claude Debussy, morto nel 1918. A oggi, però, la programmazione langue. Nel Belpaese nessun teatro d’opera ha programmato Pelléas et Mélisande, di cui si vedranno nuovi allestimenti a Vienna, Varsavia, Anversa, Berlino, Bordeaux. Santa Cecilia ha previsto un programma in cui l’autore della Mer e dei Notturni figura insieme ad altri compositori, la Filarmonica scaligera no. Va meglio con Leonard Bernstein, che nasceva quando moriva il compositore francese. Se la sua New York ha già iniziato a celebrarlo, Roma non è da meno, con il doppio, imperdibile, ciclo di concerti del prossimo febbraio dedicato alle Sinfonie e affidato ad Antonio Pappano, che per l’occasione si circonda di forze giovani quali Beatrice Rana, Alessandro Carbonare, Marie-Nicole Lemieux, Kyung Wha Chung e Nadine Sierra. Bravi. Ora si attendono le altre istituzioni.

 

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