Scala, dal Duomo al Teatro

Da sabato fino a novembre le stagioni scaligere vedono l'impegno su più fronti di Chailly

Il Duomo per ripartire. Dopo il Requiem di Verdi diretto da Riccardo Chailly il 4 settembre nella Cattedrale di Milano in memoria delle vittime della pandemia (concerto replicato il 7 e il 9 a Bergamo e a Brescia, i luoghi simbolo della tragedia) il 13 settembre la Filarmonica della Scala offrirà il suo “Concerto per l’Italia” sul sagrato del Duomo davanti a 2.000 persone, il numero massimo consentito per mantenere il distanziamento, purtroppo ben lontano dalle oltre 40.000 presenze registrate in passato. Per l’occasione, Riccardo Chailly ospita il violinista Maxim Vengerov, con un programma che al Concerto per violino di Mendelssohn accosta pagine sinfoniche del repertorio operistico, da Norma alla Forza del destino (entrambi i concerti in diretta su Rai5). Le misure per il distanziamento riguardano anche la ripresa dei concerti al Teatro alla Scala, dove rimane il limite di 700 posti. Per questo la Stagione d’Autunno della Filarmonica prevederà doppi turni, a partire dal 4 ottobre con la Serenata op. 44 di Dvorak e Apollon Musagète do Stravinskij diretti da Chailly, seguiti una settimana dopo dal Triplo Concerto di Beethoven con Sergey Kachatryan, Enrico Dindo e Myung-Whun Chung nel doppio ruolo di pianista e direttore; il cartellone si comporrà poi con Pablo Heras Casado (Schoenberg e Prokof’ev), Leonidas Kavakos (violino e direzione nel Concerto di Beethoven), Fabio Luisi, Marc Albrecht (Kammersymphonie n.1 di Schönberg i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler).

Tre repliche, oltre alla prima serata dedicata al personale sanitario, saranno riservate alla Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Chailly, appuntamento che il 12 settembre segna la riapertura ufficiale della Scala, la cui stagione sinfonica proseguirà con Zubin Mehta (29-30 settembre e primo ottobre Vier letzte Lieder e Ein Heldenleben di Strauss e 14, 16 e 17 ottobre con la Sinfonia n. 3 Mahler). Anche l’ormai tradizionale appuntamento barocco d’autunno sarà un concerto, diretto da Giovanni Antonini con l’Orchestra del Teatro su strumenti storici e la partecipazione dei tre controtenori Max Emanuel Cencic, Christophe Dumaux e Carlo Vistoli (21, 22 e 24 novembre). La grande attesa per l’opera sarà placata il 15 settembre con la Traviata in forma di concerto diretta per la prima volta alla Scala da Zubin Mehta (Marina Rebeka, Atalla Ayan e Leo Nucci nei ruoli principali). Dal 6/10 Chailly sarà impegnato nell’Aida in forma di concerto, per la prima volta nella versione inedita dell’inizio del terz’atto ritrovata nella villa di Sant’Agata: si tratta di otto minuti di musica che includono una versione che si credeva perduta del coro dei sacerdoti, più tardi rielaborata proprio nel Requiem (canta nel ruolo del titolo Saioa Hernández, con Anita Rachvelishvili, Francesco Meli e Luca Salsi). Dal 4 novembre sarà il turno di Bohème, stavolta in forma scenica, con sei recite dal classico allestimento di Zeffirelli del 1963 (dirige Paolo Carignani, Marina Rebeka e Angel Blue si alternano nel ruolo di Mimì). Tre concerti straordinari vedranno tornare alla Scala Jonas Kaufmann (22/10, accompagnato al pianoforte da Helmut Deutsch), Anna Netrebko (15/11) e Placido Domingo (30/11 con l’Orchestra dell’Accademia). Dopo Pollini (27/9) sarà Barenboim a chiudere gli appuntamenti della Stagione 2019/20 il 5 dicembre con l’esecuzione delle Diabelli: il maestro ha voluto rinunciare al suo cachet in sostegno al Teatro.

 

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256 - Settembre 2020
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