Salonen – Cello Concerto

violoncello Yo-Yo Ma
direttore Esa-Pekka Salonen
orchestra Los Angeles Philharmonic
cd Sony 19075928482

“I imagined the solo cello line as a trajectory of a moving object in space being followed and emulated by other ines/instruments/moving objects”. Non è mai nominato il contrappunto, ma non si può descrivere meglio una costruzione contrappuntistica. I tanti nemici della musica di oggi – o come preferiscono dire “contemporanea”, anche se magari è una musica di un secolo fa, dovrebbero rifletterci. Da quando un monaco musicista della cappella della cattedrale di Parigi, nel XII secolo, ebbe l’idea di sovrapporre una nuova melodia a una melodia già data, la musica europea ha proseguito coerentemente per quella strada. Magister Leoninus – così si chiamava il monaco – forse non lo sapeva, ma stava fondando la “nuova musica”, che guarda caso fu subito criticata e attaccata da molti, perfino da Papi, che la sentivano come “rumore”. Il sistema modale del cantus planus dovette adattarsi alle esigenze di combinare insieme più melodie. Nacquero così nuovi modi, che poi, quando si svilupparono la monodia accompagnata e la musica strumentale, si trasformarono a poco a poco nel sistema tonale, attivo fino ai primi del Novecento. E cominciò appunto quella che chiamiamo – sbagliando – musica contemporanea. Ma l’origine e il sistema sono sempre quelli: la combinazione di più voci. Salonen non rifiuta il percorso. Ma dopo i furori avanguardistici del secondo Novecento, e della sua giovinezza, com’egli stesso dichiara, sentì aprirsi una nuova dimensione che consiste nella libertà di servirsi di qualunque sistema per costruire una musica, purché la musica, al suo interno, mostrasse di possedere una efficace coerenza. Il risultato è incredibilmente accattivante. Vi si possono leggere molteplici amori o influssi, da Ravel a Boulez, da Bartók a Ligeti, ma è personalissima l’idea che li utilizza. E il risultato sonoro è, come si è detto, accattivante, affascinante. Anche per la bravura di Yo-Yo Ma e della Los Angeles Philarmonic Orchestra. Suono pastoso, timbri evocativi, un’orchestra impressionistica che funziona da macchina sonora postmoderna. In realtà è musica moderna, modernissima. La gradevolezza non nasconde le ombre da cui nasce.
Dino Villatico

 

 

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244 - Settembre 2019
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