Festival di Pasqua – Salisburgo

Festival di Pasqua - Salisburgo

[direttore] Simon Rattle
[orchestra] Berliner Philharmoniker
[regia] Stéphane Braunschweig

La terza giornata del Ring ha aperto in bellezza l’edizione 2009 del Festival di Pasqua. Con i Berliner in gran forma, Simon Rattle offre un’esecuzione di alto livello: suono compatto e parti solistiche tutte in risalto, pur nell’attenzione ai cantanti mai coperti dall’orchestra. In palcoscenico, dopo la cancellazione di Ben Heppner, trionfa il giovane tenore canadese Lance Ryan, giunto di corsa da Firenze (stava provando Götterdämmerung): bella voce, ricca di armonici e modulazioni, dai piani delle incertezze adolescenziali all’infuocato duetto con la Brünnhilde di Katarina Dalayman. Da ricordare anche il carismatico Wotan di Willard White e l’insidioso Mime di Burkhard Ulrich. La regia di Stéphane Braunschweig, già vista ad Aix en Provence, ha il merito di dare un carattere definito ai personaggi e sa sfruttare con sobrietà la tecnologia per produrre gli effetti speciali necessari senza mai cadere nel kitsch. Molto ricco il programma dei concerti. Il primo, affidato alla bacchetta di Franz Welser-Möst, allinea i Quattro pezzi sacri di Verdi e il Requiem di Mozart, seguito senza soluzione di continuità dal breve mottetto Ave verum KV 618 che chiude come un interrogativo l’ultima partitura del compositore salisburghese. Ottima prestazione del coro, perfettamente compatto e intonato, in risalto soprattutto nelle pagine verdiane. Rattle torna alla bacchetta la sera successiva: Yefim Bronfman, impegnato nell’impervio secondo concerto per pianoforte di Brahms, dialoga con passione con l’orchestra (molto bello l’assolo di violoncello del terzo tempo); a seguire, lo Strawinsky pagano della Sagra della. Programma quasi doppio l’ultima sera: si inizia con i Sieben Todsünden  di Kurt Weil, affidati alla voce di Angelika Kirschlager. La cantante, piú nota per le sue interpretazioni di Mozart e Strauss, si dimostra convincente anche nelle sonorità aspre delle due Anna brechtiane. Nella seconda parte, Stefan Dohr solista si esibisce nel concerto n. 2 per corno di Strauss, forse l’esecuzione piú riuscita dell’intero festival. Il programma potrebbe essere completo, ma Rattle sale un’ultima volta sul podio per dirigere i Berliner in un’esecuzione mozzafiato della Quinta sinfonia di Beethoven. 
Silvia Luraghi
 
 
 

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