MiTo decapitato

Tre le dimissioni ai vertici

MITOFrancesco Micheli lascia Mito, sua creatura nata nel 2007, come pure il cofondatore Enzo Restagno. Ufficialmente “perché le mie start-up durano circa sette anni e questa, visto l’appuntamento di Expo, ne ha compiuti nove”, dichiara il primo; “perché voglio dedicarmi allo studio e alla scrittura”, spiega il secondo. Alle due dimissioni di ieri si aggiunge quella imminente di Francesca Colombo, segretario generale, che lascia “per un senso di responsabilità nei confronti del nuovo progetto che mi è stato affidato (la direzione della Fondazione Mast, ndr). Al netto delle dichiarazioni politically correct, tuttavia, rispetto agli anni d’oro dei finanziamenti Moratti, MiTo si era visto dimezzare il budget: “I contributi sono scesi”, spiega Colombo, “dai sei milioni del 2007 ai tre del 2015”.
Quest’anno, aggiunge Micheli, non è neppure arrivato l’anticipo, “anche se poi i fondi arrivano”.
Intanto gli assessori alla cultura (di Milano Filippo del Corno, di Torino Maurizio Braccialarghe) fanno sapere in un comunicato congiunto, che è allo studio il tentativo di riunire la governance del Festival – a oggi divisa – in un soggetto unico “che potrà attingere ai finanziamenti del ministero e dell’Unione Europea, finora a noi precluso” (nella foto: ai lati Micheli e Restagno, al centro gli assessori alla cultura delle due città).

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